CITTADINANZA (iure sanguinis)

Estremi della sentenza

Sentenza Corte Costituzionale, 30 aprile 2026 n. 63

La recente revisione legislativa che ha inciso sul c.d. favor civitatis vigente da 160 anni a favore dei discendenti dell’avo di cittadinanza italiana emigrato, non viola norme sovraordinate interne o principi generali, ovvero dell’Unione Europea o internazionali. Ragionevole e proporzionata la nuova disciplina tesa a precludere l’acquisto incondizionato della cittadinanza italiana e, per conseguenza, anche europea, per i circa 60 milioni di potenziali aventi diritto, che alla data del 27/3/2025 non risultavano avere alcun effettivo e genuino rapporto di vita con la comunità popolare che vive e lavora nel territorio nazionale italiano, quale “popolo detentore della sovranità”.

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