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Estremi della sentenza
Sentenza Corte Costituzionale, 28 maggio 2026 n. 91
La Corte costituzionale incide significativamente sul canone secondo cui “La legge non dispone che per l’avvenire”, peraltro contraddicendo se stessa e individuando d’ufficio un profilo di irragionevolezza, in stridente correzione della potestà legislativa parlamentare che aveva invece sancito con estrema chiarezza l’efficacia irretroattiva e l’invarianza finanziaria derivante dall’ “istituzione” dell’unione civile. Molte posizioni individuali e molte altre delicate questioni assimilabili ora si riaprono contro il tempo, a distanza di oltre 10 anni dalla promulgazione della legge sulla “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”!
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